Mostra personale
'Lux', acquerelli astratti di Liana
Morgese
A cura di Simone
Fappanni
Sabato 17
ottobre, alle ore 16.30, inaugura al Museo della Stampa 'Centro Studi Stampatori
Ebrei di Soncino la mostra personale 'LUX' di Liana Morgese,
esposizione dedicata alla ricerca che l'artista bresciana ha sviluppato intorno
all'acquerello astratto, alla luce e alle possibilità espressive della
carta. All'inaugurazione introduce Giuseppe Cavalli, mentre la
presentazione è affidata a Simone Fappanni.
'Lux' è una parola latina, essenziale, che indica la luce, e proprio
attorno alle fonti luminose si sviluppa il nucleo della ricerca di Liana
Morgese, che da anni utilizza l'acquerello come strumento per indagare le
relazioni fra colore, trasparenza, spazio e percezione. Il titolo individua
quindi una direzione precisa: la luce rappresenta il punto di partenza e, allo
stesso tempo, la condizione attraverso la quale l'immagine prende forma sulla
carta. Nell'acquerello questa dinamica assume una particolare evidenza, perché
il pigmento viene attraversato dall'acqua e dalla luminosità del supporto,
mentre il bianco della carta rimane parte integrante della composizione.
La mostra di
Soncino raccoglie lavori nei quali la
dimensione figurativa lascia spazio all'astrazione, attraverso
composizioni costruite con velature, passaggi cromatici, segni, trasparenze e
sovrapposizioni. Morgese utilizza l'acquerello seguendo una grammatica nella
quale il colore conserva una certa leggerezza, si espande sulla superficie, si
concentra in alcuni punti e progressivamente si rarefà in altri, creando una
percezione dello spazio che nasce più dalla relazione fra le parti che dalla
definizione di forme riconoscibili.
È una scelta che riguarda anche il modo di intendere la tecnica. L'acquerello viene spesso associato alla rappresentazione del paesaggio, della natura o della figura, mentre nella ricerca di Morgese diventa un linguaggio autonomo dell'astrazione, capace di costruire immagini attraverso rapporti cromatici e luminosi. La realtà può rimanere come riferimento lontano, come traccia percettiva, ma l'opera si sviluppa soprattutto attraverso ciò che accade sulla superficie della carta: un colore che si deposita, una velatura che lascia intravedere quella precedente, una zona bianca che interrompe il pigmento, una forma che appare e progressivamente si dissolve.
Il titolo
assume così anche un significato legato al procedimento pittorico. La luce
nell'acquerello nasce infatti dalla possibilità di lasciare respirare il
supporto, dalla trasparenza dei pigmenti e dalla sovrapposizione delle
velature.
Morgese lavora proprio su questo delicato equilibrio, mantenendo una pittura nella quale il colore possiede una presenza concreta e, nello stesso tempo, una qualità atmosferica. La carta diventa parte dell'immagine, mentre l'acqua determina passaggi e modulazioni che contribuiscono alla costruzione di una profondità prevalentemente ottica.
Liana
Morgese è nata a Brescia, dove vive e
lavora, e ha orientato il proprio percorso artistico verso l'acquerello,
tecnica che ha approfondito anche attraverso l'esperienza maturata nel corso di
numerose esposizioni. I primi passi nel mondo dell'arte sono avvenuti sotto la
guida del maestro Antonio Gigante; in seguito ha fatto parte del gruppo
Incontri di Brescia e, a partire dalla fine degli anni Novanta, ha partecipato
a manifestazioni e rassegne artistiche. Nel 2003 ha ottenuto il secondo premio
al Concorso nazionale di pittura ad acquerello 'Mario Dibi' di Grosseto e il
terzo premio al Concorso nazionale Cremona 2000. La sua attività è proseguita
negli anni con mostre personali e collettive e con la partecipazione a rassegne
dedicate all'acquerello contemporaneo.
Il suo
lavoro è stato presentato anche in contesti internazionali e in manifestazioni
specificamente rivolte agli artisti che utilizzano questa tecnica. Nel 2023
Morgese ha partecipato alla rassegna 'H2O(23)
'L'Italia dell'Acquarello a Vicenza', mentre la sua ricerca è stata
documentata in diverse pubblicazioni e iniziative dell'Associazione Italiana
Acquerellisti di cui è socia. La presenza costante dell'artista in questo ambito
permette di collocare 'Lux' all'interno di un percorso ormai articolato, nel quale
l'acquerello viene affrontato come una tecnica capace di sostenere una ricerca
astratta complessa, affidata soprattutto alla luce e alla materia cromatica.