Considerato il periodo di pandemia Covid19 gli orari di apertura possono subire variazioni. Si consiglia di telefonare al numero 0374 83171 prima della visita
. .
Mostre in Corso

OPERE SU CARTA di Paolo Gubinelli

Omaggio a Piero Manzoni

Considerazioni sull'arte di Paolo Gubinelli 

Paolo Bolpagni

 Portare sensatamente un contributo critico sull'opera di Paolo Gubinelli non è semplice, e per certi versi può apparire quasi temerario, considerando che hanno scritto di lui molti dei massimi esegeti dell'arte italiana contemporanea, da Lara-Vinca Masini a Giulio Carlo Argan, da Enrico Crispolti a Luciano Caramel, da Paolo Fossati a Giovanni Maria Accame, da Pierre Restany a Cesare Vivaldi, da Carlo Belloli a Fabrizio D'Amico, da Bruno Corà a Claudio Cerritelli, da Giorgio Cortenova a Tommaso Trini.

Insomma, Gubinelli è stato analizzato, posto nel giusto risalto, compreso e inserito a pieno titolo nell'alveo degli sviluppi delle arti visive aniconiche della seconda metà del XX secolo e poi dei primi due decenni del XXI. Uno degli esercizi tipici di chi voglia inquadrare l'attività e la vicenda creativa di un pittore consiste nel rinvenire ascendenze, individuare 'parentele' formali o espressive, inserirlo in una 'sequenza'. Si tratta di un'operazione necessaria e utile, perché consente con maggiore agevolezza il passaggio dalla critica alla storia. È più difficile, infatti, che gli isolati 'ossia coloro che sono classificabili a stento, che sfuggono o si sottraggono a un'indagine di questo tipo 'siano acquisiti dalla sintesi del racconto retrospettivo (così come, all'opposto, quelli che sono fin troppo amalgamati in una tendenza o in uno stile, quasi da confondersi con essi e smarrire la propria individualità). D'altro canto, nulla mi distoglierà mai dall'idea che, essendo l'individuo, nella sua unicità, irriducibile a qualsivoglia generalizzazione, in qualunque chiave e prospettiva essa sia (siamo tutti diversi, c'è poco da controbattere!), anche nell'àmbito artistico, pur nell'ovvia esigenza di stabilire linee di connessione e sviluppo, di ravvisare rapporti e scambi, di elaborare una 'tassonomia' entro la complessità fenomenologica delle manifestazioni espressive e formali, resti il problema della comprensione piena e autentica della personalità del singolo. Anzi, volendo portare alle estreme conseguenze il ragionamento, si potrebbe giungere alla conclusione che l'opera stessa sia un unicum, e che discettare sulla globale produzione di un artista, o anche soltanto su un ciclo o su una serie di lavori, rischi di non centrare l'obiettivo di una perfetta intellezione del suo quid più profondo e genuino.Gli interrogativi metodologici che mi rivolgo non sono certo originali: basterebbe por mente a Walter Benjamin e alle riflessioni sul concetto di 'critica' come 'completamento' dell'opera ed 'esperimento' su di essa, per ammutolire e riscoprirsi epigonali pensatori di pensieri già pensati. Tuttavia è pur vero che si tratta di domande non più così comuni, in una realtà di studi spesso appiattiti in maniera banale su questioni irrilevanti o secondarie, quasi sempre d'importazione statunitense (dalla dialettica fra modernismo e anti-modernismo ai gender studies), supinamente accolte da chi dovrebbe semmai attingere a ben altre radici e fonti di riflessione critica, europee e in special modo italiane e francesi, e da queste ripartire per lo sviluppo di un metodo sensato di analisi ed ermeneusi. 

Mi si perdoni dunque l'inattualità di questa premessa teorica, che è sgorgata spontanea dalla meditazione sull'opera di Paolo Gubinelli, in particolare dei suoi lavori realizzati con tratti graffiti sulla carta mediante l'utilizzo di lame, con colori in polvere, con acquerelli, con piegature del supporto, con frottages, con scavi nel polistirolo, e inoltre dei rilievi su ceramica, su porcellana e su vetro, delle incisioni su plexiglas, fino alla dimensione dell'installazione ambientale. La varietà tipologica è ampia, ma non frastornante, perché consente di cogliere, allo sguardo di chi sia educato al saper vedere, una continuità di ricorrenze formali e di intenzionalità e forsanche attitudini psicologiche ad esse sottese (sulle quali, però, sarebbe arbitrario e un po' presuntuoso pronunciarsi). 

A costruire il campo dell'immagine è il segno: un segno sottile e spesso irregolare, che ha trovato nella dinamica della scalfittura il proprio modo precipuo d'estrinsecarsi. Non lo ritengo emblema o metafora di una ferita, il che sarebbe troppo scontato, bensì di una ricerca di esprit de finesse, che si appalesa in una scrittura che è un personalissimo linguaggio, un sistema di forme simboliche da decodificare con pazienza ed esercizio. In questo lessico troviamo strutture di linee pressoché parallele, simili a frammenti di tetragrammi o pentagrammi (privi però di note: il riferimento alla grafia musicale sarebbe estrinseco), segmenti che si incrociano 'creando angoli ottusi e acuti 'in sequenze di reticolati, segni ondulati e curvi in dialettico dialogo con queste, diagonali o pseudo-diagonali, fasci di rette che attraversano l'intero campo visivo dell'opera, talvolta rastremate, raggruppamenti irregolari, punti singoli e autonomi o organizzati in successioni. In alcuni casi è la sola configurazione lineare a determinare la manifestazione fenomenica del lavoro di Gubinelli, in una monocromia bianca che in realtà è apparente, giacché i graffi e le incisioni provocano comunque chiaroscuri e quindi gradazioni di grigi, mostrando una sensibilità dell'artista per le facoltà insieme 'costruttive' e poetiche della luce. Là dove è impiegato il colore, la sua funzione è, per così dire, contrappuntistica rispetto al segno, alla stregua che, in una fuga, il controsoggetto, o meglio il divertimento, nell'accezione di transizione fra esposizioni e/o riesposizioni del tema. Ciò non significa certo che esso costituisca un dato esornativo o secondario; anzi, quando compare, diventa un fattore significante ed essenziale nell'economia dell'opera, nell'equilibrio degli elementi, arrivando addirittura a esserne il fulcro, il centro calamitante. Accade anche che sia utilizzato in chiave lirico-espressiva, evocativa, oppure, soprattutto nei rilievi in ceramica, associato a determinate forme geometriche. 

Immancabilmente, quale che sia il trattamento delle componenti visive, nonché il ricorso ad alcune piuttosto che ad altre, in combinazioni anche assai variate, con evidente gusto del ritmo e della concinnitas, la sottigliezza di Paolo Gubinelli emerge come una qualità caratteristica di una maniera davvero personale di fare arte, che si colloca al di là e di fuori da tendenze precise, fermo restando l'ovvio presupposto della lezione degli astrattisti degli anni dai Dieci ai Trenta, di Lucio Fontana e degli Spazialisti. 

(Botticino Sera, 3 gennaio 2019) 

Direttore, Fondazione Centro Studi Ragghianti, Lucca

 


PROGRAMMA MOSTRE 2021

Le mostre in programma per il 2021

La Stagione culturale del Museo della Stampa 'Centro Studi Stampatori Ebrei Soncino aprirà nel mese di Aprile per proseguire fino a Dicembre

Il museo ospiterà  opere di grafica, incisione, opere su carta, fotografie, segni di luce attraverso il neon.

Torneranno ad esporre artisti già noti per le loro opere e molte saranno le nuove proposte.
Ad inaugurare la stagione espositiva sarà la mostra collettiva dell' Accademia Laba di Brescia, con un'esposizione dal titolo Segni.

 Le mostre proseguiranno fino a Luglio  con tecniche e vissuti di vari artisti molto diversi fra loro che vedremo affiorare nelle opere proposte.
Si riprenderà alla fine di Agosto con le fotografie della Rocca di Soncino di Salvatore Attanasio: "Castelli Fantasmi, Leggende.

 Il programma delle mostre si protrarrà fino a inizio Gennaio 2022, con una personale dell'artista Roberta Pancera.

 Durante il corso dell'anno numerosi saranno gli appuntamenti rivolti a tutte le fasce di età, grande attenzione verrà riservata alle attività dedicate ai bambini e alle famiglie.

   Programma 2021:

Artista                           Titolo della Mostra  

-Accademia LABA -Accademia LABA  Segni'  dal   10/4 al   2/5    

-Luciano Pea                'Isole'                                   dal     8/5 al 30/5

-Maria Zanolli             'La misura del vuoto'            dal    5/6  al  4/7

-Salvatore Attanasio   'Castelli, Fantasmi leggende' dal  28/8 al 19/9

-Manuela Bedeschi     'Scipta Manent'                 dal  26/9 al 24/10

-Paolo Gubinelli 'L'Opera su carta di P.Gubinelli" dal 30/10 al 28/11

-Roberta Pancera        'Lasciare il segno'                  dal  4/12 al 9/1/22

 Con il Patrocinio della Provincia di Cremona, del Comune di Soncino e del Sistema Museale MO.e.Se..

  Orari: Martedì- Venerdì 10,00 ' 12,00

               Sabato e Festivi 10,00 ' 13,00 e 15,00 ' 18,00

                        Gli orari potranno subire variazioni

                    a causa della pandemia di Covid19 in atto.

Per informazioni:

 Associazione Pro loco Soncino, via Carlo Cattaneo 1 '26029 Soncino (CR)

Tel. 0374/84883 'Fax. 0374/84499
www.prolocosoncino.it - info@prolocosoncino.it

Museo della Stampa 'Centro Studi Stampatori Ebrei Soncino

Via Lanfranco 6/8 26029 Soncino (CR)

www.museostampasoncino.it ' info@museostampasoncino.it
FB: Museo della Stampa 'Casa Stampatori Ebrei Soncino

 

cookie policy web design: www.fabriziofacciocchi.com Museo della Stampa - Via Lanfranco, 6 - 26029 - Soncino (Cr) - Tel. 0374 83171

Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy

Accetta