. .
Mostre Conclusi

GIORNATA DELLA MEMORIA

Casa libera tutti

Incontro con gli studenti di 3za media dell'Istituto C. Giovanni XXIII di Soncino

 

Lunedì 26 gennaio ore 10.00 ' Sala Convegni Filanda Meroni -SONCINO -


Presentazione a cura di Enrico Grisanti del libro 'Casa libera tutti' l'ultimo libro di Lorenza Cingoli, una delle più importanti voci della narrativa per ragazzi Una storia intensa e commovente che ha affidato a Salani prima di morire.
Una storia vera ambientata a Sciesopoli,
Una casa per tutti, una casa in cui ricominciare a sperare, una casa per dimenticare la guerra e guardare al futuro

SCIESOPOLI La Casa dei Bambini di Selvino

 

"Essere clandestini significa scappare, nascondersi, cambiare nome più volte, lasciare tante case, sentire la paura addormentandosi di notte. Nemmeno il giorno rassicura. Anzi, il giorno espone, con la sua luce, alla vista degli altri. Perché il desiderio che si ha, quando si è clandestini, è quello di non essere visti né riconosciuti. Vivere da sfollati è lasciare tutto quello che si possiede: la casa, i giocattoli, i vestiti, il proprio cane, è andarsene senza sapere dove e ringraziare, col cuore stretto dall'angoscia e dalla diffidenza, chi offre ospitalità provvisoriamente. La fuga sradica e porta tra sconosciuti, davanti ai quali non si parla volentieri, non si alzano gli occhi volentieri, ma non si può nemmeno stare in silenzio e tenere lo sguardo abbassato, perché è un gesto che potrebbe tradire l'inquietudine. Tornare, è riavere il proprio nome vero, ma non crederci più in modo definitivo."

Queste parole sono di Donatella Levi. Ci parla della sua condizione di ebrea perseguitata e braccata dai nazifascisti. Uscire alla luce, farsi vedere in giro, poteva essere la fine della vita. Una testimonianza che ci tocca profondamente.

Sembra ci parli di oggi, della condizione degli stranieri che arrivano come migranti e profughi nelle nostre terre. E sono bollati come clandestini, come criminali, mentre cercano semplicemente un futuro migliore. Uomini e donne, persone come noi.

Eppure, proprio nelle nostre terre c'è una storia incredibile di Speranza, di Salvezza e di Luce. Luminosa come la festa ebraica della luce detta Hanukkah, e come il nostro Natale pieno di luci.

A 20 Km da Bergamo, tra le montagne di Selvino nella bergamasca, esiste una grande colonia alpina, oggi abbandonata e in rovina.

Ma un tempo straripava di vita, di bambini che correvano, studiavano, giocavano, lavoravano, cantavano, recitavano, facevano scherzi, senza tralasciare le regole della vita in comune.

Una colonia sorta nel 1933 e attiva sino al 1985.

Si chiama Sciesopoli, un nome fantastico e strano, che è la fusione di due nomi: Sciesa e Tendopoli. Sciesa, in onore di Amatore Sciesa, un eroe del Risorgimento italiano. Tendopoli perché inizialmente il luogo era un campeggio estivo dei giovani fascisti milanesi. La colonia fu costruita in due anni. Era la più bella e moderna del fascismo. Doveva dimostrare la potenza del fascismo, in grado di formare la vita dei bambini, di educarli alla disciplina e di prepararli alla guerra. Era immersa in una grande pineta, aveva grandi saloni pieni di luce, ampi tetti a solarium per le cure di sole, dormitori, refettori, moderne cucine e lavanderia, montacarichi, riscaldamento centrale, palestra, cinematografo, ambulatorio medico e persino una piscina interna riscaldata. Era diretta dal soprintendente alla Scala di Milano.

Questo fiore all'occhiello del fascismo milanese, tra il 1945 e il 1948 divenne la casa di
accoglienza per circa 800 bambini ebrei orfani, scampati ai rastrellamenti, alla distruzione dei ghetti, ai campi di lavoro e sopravvissuti ai lager, alle persecuzioni e alle marce della morte.

Questi bambini provenivano da mezza Europa. Erano polacchi, ungheresi, ucraini, tedeschi, romeni e alcuni italiani. Erano profughi che vagavano alla fine della seconda guerra mondiale.

A Selvino vennero accolti dalla comunità ebraica milanese. Furono guidati da Moshe Zeiri, un soldato della Brigata Ebraica, che amava il teatro, il quale dalla Palestina era venuto in Italia a combattere contro i nazifascisti, sino alla Liberazione dell'Italia. Il suo metodo educativo si ispirava a quello di Janusz Korczak, il padre degli orfani del ghetto di Varsavia, che per primo aveva parlato dei diritti del bambino.

Così a Selvino nacque la Repubblica dei Bambini, con regole di mutua collaborazione fra adulti e bambini, i più grandi aiutavano i più piccoli, la responsabilità era di ognuno, il denaro andava diviso fra tutti. Le giornate erano organizzate tra studio, lavoro, attività ricreative, passeggiate, musica, canti e teatro. I bambini realizzarono persino un giornalino intitolato "Nivenu", ossia "La nostra parola". Finalmente quei bambini, che sino ad allora non avevano avuto alcun diritto di vita, trattati peggio degli animali e destinati a scomparire nei forni crematoi, potevano riprendersi il diritto di parola. Nel giornalino scrissero parole piene di speranza, lettere accorate alle madri scomparse nei lager e poesie che ancora ci commuovono.

Così, giorno dopo giorno, Moshe e i suoi collaboratori curarono le ferite dei bambini ebrei che ripresero a vivere, a sorridere, a coltivare il sogno di una nuova vita nella Terra di Israele.

Molti di questi bambini, infatti, raggiunsero la Palestina sulle navi clandestine, ma dovettero scontrarsi con gli inglesi che controllavano la Palestina e che li rinchiusero nei campi di Cipro e di Atlit. Questa storia — poco nota — è narrata anche nel romanzo e nel film Exodus, il nome della nave su avvenne un incredibile sciopero della fame per costringere gli inglesi a fare sbarcare "quei clandestini del mare".

Però, le storie dei bambini di Selvino non sono state dimenticate. Ci sono libri che parlano di loro, come il libro dello storico Sergio Luzzatto: "1 bambini di Moshe. Gli orfani della Shoah e la nascita di Israele." E ci sono le loro memorie e le loro fotografie.

Alcuni Bambini di Selvino sono ancora in vita, spesso tornano a Selvino, insieme a figli e nipoti, per visitare la casa che per loro fu come un "palazzo fiabesco", la culla della loro nuova vita, dove ritrovarono la gioia di vivere. Questo ritorno celebra la loro rinascita e la vittoria sul nazifascismo e il razzismo che li voleva sterminare e annientare.

Purtroppo il grande edificio immerso nel parco di conifere di Selvino, è da anni abbandonato e in rovina. Per fortuna, alcuni amici di buona volontà e l'amministrazione comunale di Selvino stanno cercando di preservare questo edificio e hanno allestito un museo nella Casa Comunale su questa storia di salvezza e rinascita, una storia unica al mondo.

Dunque, la Casa dei Bambini di Selvino fa parte a pieno titolo del nostro patrimonio storico e architettonico, da preservare e raccontare, affinché nomi come Auschwitz, Bergen Belsen, Dachau, Gusen, Mauthausen, questi terribili luoghi di sterminio non vengano dimenticati, ma siano la Memoria di un'Europa che non vuole più razzismi né guerre, che non vuole indifferenza, odio e persecuzioni, ma chiede accoglienza, diritti umani uguali per tutti, libertà e Pace.
A raccontare questa storia vi sono alcuni film, un bel documentario del regista Enrico Grisanti  una mostra itinerante e ora anche il libro 'Casa libera tutti' di Lorednza Cingoli.


Pagine: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10

GIORNATA DELLA MEMORIA

Edith Stein Suor Teresa Benedetta della Croce

Edith Stein Suor Teresa Benedetta della Croce
Deportata e assassinata a Auschwitz perché Ebrea

Mu            



Introduce Giuseppe Cavalli

Intervento di:
Prof. Francesco Capretti
Direttore del Museo della Stampa Centro Studi Stampatori Ebrei Soncino

Presentazione a cura di:
Antonio Sangalli Padre Carmelitano
cocuratore della Mostra Edith Stein 'Una vita per la verita'.

Padre Antonio Sangalli porterà in visione
 'il testimone silenzioso' del martirio non solo della Stein ma di tutti coloro che hanno trovato la morte nel Campo di sterminio di Auschwitz
(un mattone dei forni crematori)

Il 12 aprile 1933, alcune settimane dopo l'insediamento di Hitler al cancellierato, Edith Stein scrisse a Roma per chiedere a papa Pio XI e al suo segretario di Stato 'il cardinale Pacelli, già nunzio apostolico in Germania e futuro papa Pio XII – di non tacere più e di denunciare le prime persecuzioni contro gli Ebrei.

Edith Stein nacque nel 1891 a Breslavia,. era l'ultima di sette figli di una famiglia ebrea profondamente religiosa e attaccata alle tradizioni. Nacque in una festa religiosa ebraica, il 12 ottobre, giorno del Kippur, cioè dell'Espiazione. Intelligente, vivace, iniziata in età precoce agli interessi culturali dai fratelli maggiori, nel 1910 Edith è iscritta all'università di Breslavia, unica donna a seguire, in quell'anno, i corsi di filosofia. Nel 1913 la studentessa Edith Stein si recò a Gottinga per frequentare le lezioni universitarie di Edmund Husserl, divenne sua discepola e assistente ed anche conseguì con lui la sua laurea, a Gottinga incontrò anche il filosofo Max Scheler. Quest'incontro richiamò la sua attenzione sul cattolicesimo. Nel 1916 seguì Husserl con l'incarico di assistente all'università di Friburgo. Si laureò con una tesi dal titolo «ll problema dell'empatia» (Einfuhlung). L'anno dopo conseguì il dottorato summa cum laude presso la stessa università. Fu nell'estate del 1921, che Edith lesse 'in una sola notte 'la Vita di S. Teresa d'Avila, scritta da lei stessa. Nel chiudere il libro, alle prime luci del mattino, dovette confessare a se stessa: «Questa è la Verità!.

Ricevette il battesimo a Bergzabern qualche mese dopo, il 1° gennaio 1922.
Aggiunse a Edith i nomi di Teresa ed Edvige. Avvertiva i primi richiami interiori della vocazione alla consacrazione totale al Dio di Gesù Cristo. Lasciò quindi il suo lavoro come assistente di Husserl, e scelse di passare all'insegnamento presso l'lstituto delle Domenicane di Spira (Speyer).

Il 15 ottobre 1933  Edith entrava nel Monastero del Carmelo di Colonia. Aveva 42 anni. Sei mesi dopo, la domenica 15 aprile 1934, si compì il rito della vestizione religiosa, e fu monaca novizia col nome di Suor Teresa Benedetta della Croce. Si dedicò a completare l'opera «Essere finito ed Essere eterno», iniziata prima di entrare al Carmelo.

Nel 1938 si compì l'iter della sua formazione carmelitana e il l° maggio emise la sua professione religiosa perpetua. Ma il 31 dicembre 1938 si imponeva per Edith il dramma della croce. Per sfuggire alle leggi razziali contro gli ebrei, dovette lasciare il Carmelo di Colonia. Si rifugiò allora in Olanda, nel Carmelo di Echt. Il momento era tragico, per tutta l'Europa e particolarmente per coloro che erano perseguitati dai nazisti perché di stirpe ebraica. Il 23 marzo si offrì a Dio come vittima di espiazione.

Il 9 giugno stese il testamento spirituale, nel quale evidenziava l'accettazione della morte per le grandi intenzioni dell'ora, mentre infuriava la seconda guerra mondiale. Nel 1941, per incarico della Priora del monastero di Echt, incominciò e portò avanti finché potè, una nuova opera, questa volta sulla teologia mistica di S.Giovanni della Croce. La intitolò: «Scientia Crucis». L'opera rimase incompiuta, perché anche ad Echt fu raggiunta dai nazisti. Le squadre delle SS la deportarono nel campo di concentramento di Amersfort e poi in quello di Auschwitz.
 Era passata dalla cattedra di docente universitaria al Carmelo. Ed ora, dalla pace del chiostro, spazio dell'amore contemplativo, passava agli orrori di un lager nazista. Edith Stein, Suor Teresa Benedetta della Croce, morì nelle camere a gas di Auschwitz il 9 agosto 1942.

Fu beatificata da Giovanni Paolo II a Colonia, nell'anniversario della sua consacrazione definitiva, il 1° maggio 1987. È stata proclamata santa dallo stesso pontefice a Roma, in piazza san Pietro, il giorno 11 ottobre 1998. Il cuore della vita di Edith Stein, di santa Teresa Benedetta della Croce, si può individuare nella sua «passione per la verità». Il messaggio che ha da consegnare all'uomo d'oggi è questa sua passione, che è la sostanza della sua vita.

Molto spesso, oggi si va alla ricerca di esperienze religiose innovative e nuovi percorsi spirituali, ma la questione della verità viene trascurata e messa da parte, per evitare che in questo modo vengano posti vincoli alla libera scelta verso le nuove proposte spirituali o che venga a crearsi, tra quelle, una gerarchia che in qualche modo ne privilegi alcune e ne discrimini altre. Per Edith Stein, l'uomo si qualifica come un essere che per natura sua cerca la verità, che cioè cerca Dio. Però, non come un essere condannato a una ricerca che non potrà mai aver esito; come un essere, invece, al quale, a un certo punto, è dato di poter esclamare con la Stein: «La verità è qui!».

 


GIORNATA EUROPEA CULTURA EBRAICA

Soncino Capofila

 Domenica 14 settembre 2025 si terrà in tutta Italia la ventiseiesima edizione della Giornata Europea della Cultura Ebraica, l'evento che apre al pubblico le porte di sinagoghe, musei e quartieri ebraici, invitando cittadini e visitatori a scoprire la ricchezza della cultura ebraica attraverso incontri, visite guidate, concerti, mostre, laboratori, spettacoli e approfondimenti.
Coordinata a livello nazionale dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI) e promossa a livello europeo dalla European Association for the Preservation and Promotion of Jewish Culture and Heritage (AEPJ), la Giornata è oggi una delle manifestazioni culturali più partecipate d'Italia, capace di attrarre ogni anno decine di migliaia di persone.
L'edizione 2025 avrà come tema 'Il popolo del libro', un filo conduttore simbolico che attraverserà le oltre 100 località coinvolte e sarà un viaggio attraverso la millenaria storia del popolo ebraico nella relazione non soltanto con i testi sacri: un argomento dalle molteplici sfaccettature che richiama la scrittura, riscrittura, lettura, studio, insegnamento, esegesi.
Il tema di quest'anno consente anche di evidenziare le radici comuni tra ebraismo, cristianesimo e islam, aprendo prospettive di dialogo interreligioso e interculturale profonde.
A fare da cornice all'inaugurazione nazionale sarà Soncino (CR), scelta come città capofila proprio per il suo legame storico con il tema dell'anno: è qui, infatti, che nel 1488 venne stampata la prima Bibbia ebraica completa di vocalizzazione, ad opera della famiglia Soncino, di origini ashkenazite. Un evento di portata europea che ancora oggi fa di Soncino un simbolo della diffusione del sapere ebraico nel Rinascimento.
Per dare maggior risalto a questa importante opera la Giornata sarà inaugurata: nella piazza del Comune, con un torchio del '700, e sarà stampata la prima pagina di quell'edizione (che poi è la prima pagina dell'Inizio, Genesi, Bereshit).
Nella città lombarda un fitto programma di eventi che avranno luogo fra il Museo della Stampa, in via Lanfranco 6, la Ex-Filanda Meroni in via Carlo Cattaneo e a piazza Garibaldi.
Gli eventi inizieranno giovedì 11 settembre alle ore 18 al Museo della Stampa con l'apertura della mostra Lettere impresse a cura di Yael Sonnino-Levy. Opere di artisti israeliani contemporanei sulle lettere ebraiche.
Contemporaneamente La Bibbia Soncino della Biblioteca Passerini Landi di Piacenza e altri libri a cura del Museo della Stampa.
 
 
Sabato 13 settembre nella Sala mostre, della Ex-Filanda Meroni alle ore 21 Ex Libris. Libri d'autore a cura di Norberto Medardi, David Palterer, Marco Tonelli Artisti italiani trasformano in oggetti artistici libri di scrittori israeliani. Con la partecipazione di Roy Chen, Alfredo Pirri, Daniel Vogelmann
Prenotazione obbligatoria: giornatadellacultura@ucei.it
 
Domenica 14 settembre alle ore 10 in Piazza Garibaldi La Prima pagina, cerimonia d'apertura della Giornata, con stampa e annullo postale della prima pagina della Bibbia di Soncino.
Alle ore 10.30 i Saluti istituzionali Prenotazione obbligatoria: giornatadellacultura@ucei.it
Alle ore 11.30 Da Soncino a Giuntina I libri ebraici dalle antiche stamperie alle case editrici moderne, con Renato Gelforte, Valeria Rossini, Daniel Vogelmann. Conduce Giuseppe Cavalli.
Alle ore 12.15 Mangia questo rotolo (Ezechiele 3, 1-3) Assaggi di parole e musica. Pierpaolo Pinhas Punturello, Rocco Rosignoli.
Alle ore 13 la Sala ristoro, Ex-Filanda Meroni ospiterà un aperipranzo con assaggi di prodotti kasher a seguito di una camminata tra i monumenti di Soncino.
Prenotazione obbligatoria: prenotazionigece@museostampasoncino.it
 
Dopo pranzo alle ore 15 nella Sala convegni, Ex-Filanda Meroni In principio (Genesi 1, 1-14) lettura di Rocco Rosignoli. Commenti di Paola Cavallari, Daniele Garrone, Ruth Mussi, Yahya Sergio Yahe Pallavicini. Conduce Giuseppe Cavalli.
Alle ore 15.30 Il libro della Torà sarà con lui e vi leggerà tutti i giorni della sua vita (Deuteronomio 17, 18-20) Origini, significati e vita dell'espressione 'popolo del libro' con Yahya Sergio Yahe Pallavicini, Pierpaolo Pinhas Punturello. conduce Raffaella Di Castro.
Alle ore 16 Ogni uomo a immagine di Dio Daniele Garrone, Saul Meghnagi, Pierpaolo Pinhas Punturello faranno alcune 'Riflessioni sul principio d'uguaglianza'. Conduce Gadi Schoenheit.
Alle ore ore 16.30 sarà la volta di Paola Cavallari e Ruth Mussi condotte da Raffaella Di Castro con alcune riflessioni dal titolo Non sono la costola di nessuno.
Alle ore 17 I sapori dei precetti con Yahya Sergio Yahe Pallavicini, Martina Perotta conduce Laura Quercioli Mincer.
Alle ore 17.30 Le religioni come patrimonio dei popoli con Gabriella Caramore, Romano Madera conduce Raffaella Di Castro.
Alle ore 18 E ora scrivete per voi questa cantica (Deuteronomio 31, 19) Riscritture letterarie della Bibbia con Ruth Mussi, Demetrio Paolin conduce Laura Quercioli Mincer.
Spostandoci sul Piazzale dell'Ex-Filanda Meroni, dalle ore 18.30 alle 19.15 Dalla cetra di Davide alla chitarra di Leonard Cohen Racconti e canti di Rocco Rosignoli.
Dopo cena alle ore 21 il Cortile della Rocca ospiterà il primo appuntamento del Nessiah Music Fest 2025: Patrilineare. Un racconto. Con Enrico Fink (voce e flauto) e i solisti dell'orchestra multietnica di Arezzo.
 
Durante tutto il giorno ci saranno: Stampa della prima pagina della Bibbia e di segnalibri, annullo postale e visite guidate del Museo della Stampa ad accesso libero, gruppi da 20-25 persone.
Alle 10.30. 14.30 e 16.30, due tipologie di laboratori per bambini e adulti: creazione della carta e arte della rilegatura.
Per prenotazioni ai laboratori: prenotazionigece@museostampasoncino.it
Per partecipare a tutte le iniziative della città di Soncino è necessario registrarsi al seguente link: www.ucei.it/registrazione-eventi-soncino/
Per info: info@museostampasoncino.it
 
La Giornata Europea della Cultura Ebraica è il frutto di una collaborazione virtuosa tra Comunità ebraiche, Enti locali, Pro Loco, istituzioni culturali e associazioni.
L'invito è aperto a tutti: per una giornata di curiosità, conoscenza, incontri e scoperte, tra storia, cultura, arte e divertimento.
La Giornata Europea della Cultura Ebraica nell'edizione italiana ha ricevuto il patrocinio da:
Ministero dell'Istruzione e del Merito, Ministero del Turismo, Il Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le politiche di coesione, UNAR, ANCI, IIFCA, Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Associazione Etica Bioetica e Cittadinanza, Associazione Italiana dei Musei della Carta e della Stampa, Progetto Traduzione Talmud Babilonese, Museo della Stampa di Soncino, Università di Genova 'Dipartimento di Lingue e Culture Moderne.
 
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito https://www.ucei.it/giornata-della-cultura/2025, dove è possibile consultare i programmi, in continuo aggiornamento, trovare approfondimenti sul tema e comunicati stampa, foto e materiali a disposizione dei giornalisti.
 
Informazioni e curiosità sulle località aderenti sono inoltre reperibili sui canali social:
Facebook (https://www.facebook.com/socialUCEI/)
e Instagram ( https://www.instagram.com/ucei.it/ )
 
Località aderenti in Italia:
ABRUZZO: Pescara - BASILICATA: Venosa  CALABRIA: Bisignano, Borgia, Bova Marina, Bovalino, Castrovillari, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Ferramonti, Galatro, Gerace, Lamezia Terme, Lazzaro, Mangone, Mendicino, Motta San Giovanni, Nicotera, Palmi, Paola, Piscopio, Pizzo, Reggio Calabria, Roccelletta di Borgia, Rossano, Santa Maria del Cedro, Sibari, Soriano, Stilo, Tarsia, Taurena di Palmi, Vibo Valentia, Zambrone ' CAMPANIA: Campagna, Napoli - EMILIA ROMAGNA: Bologna, Carpi (Fossoli), Cento, Cesena, Correggio, Cortemaggiore, Ferrara, Finale Emilia, Lugo di Romagna, Modena, Parma, Reggio Emilia, Soragna 'FRIULI VENEZIA GIULIA: Gorizia, Monfalcone, San Daniele del Friuli, Trieste, Udine - LAZIO: Fiuggi, Roma - LIGURIA: Genova - LOMBARDIA: Bozzolo, Cremona, Mantova, Milano, Ostiano, Sabbioneta, Soncino, Viadana - MARCHE: Ancona, Fano, Fermo, Jesi, Pesaro, Senigallia, Urbino - PIEMONTE: Acqui Terme, Alessandria, Asti, Biella, Carmagnola, Casale Monferrato, Cherasco, Chieri, Cuneo, Ivrea, Mondovì, Rivalta Bormida, Saluzzo, Torino, Vercelli - PUGLIA: Bari, Lecce, Manduria, Oria, San Nicandro Garganico, Taranto, Trani - SARDEGNA: Cagliari - SICILIA: Castroreale, Noto, Palermo, Siracusa - TOSCANA: Firenze, Livorno, Pisa, Pitigliano, Siena - TRENTINO ALTO ADIGE: Merano - VENETO: Conegliano Veneto, Padova, Rovigo, Venezia, Verona, Vicenza, Vittorio Veneto
I Paesi europei che partecipano sono:
Austria, Belgio, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lituania, Lussemburgo, Moldavia, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera

ACCREDITI: ufficiostampa@ucei.it allegando un documento di riconoscimento

IL TEMPO DI WARHOL E LA POP ART

Dall'Europa all'America una nuova esperienza estetica a cura di Andrea Barretta

Mostra: 'Il tempo di Warhol e la Pop art'.
Dall'Europa all'America una nuova esperienza estetica
a cura del critico d'arte Andrea Barretta

Si apre  Sabato 23 agosto 2025 alle ore 17,30 presso il Museo della Stampa Centro Studi Stampatori Ebrei  Soncino un'esposizione di opere
che raccontano la storia dell'arte degli indimenticabili anni 60 che sarà  possibile visitare fino al 7 settembre 2025.

   Alla metà del XX secolo tutto è permeato dal sorgere di numerosi movimenti artistici, che cercano di interpretare le istanze del presente utilizzando nuovi mezzi di produzione e adattandosi ai tempi e ai modi di vivere che filtrano la realtà attraverso visioni intimiste, generando molteplici strumenti d'espressione come la grafica d'arte. Nasce la Pop art, il più rivoluzionario movimento artistico dal dopoguerra a oggi. Proprio in quegli anni centrali del Novecento grandi artisti internazionali si sono confrontati sulla tecnica della grafica, opere d'arte realizzate perlopiù su carta in cui mostrano l'estro creativo in una palestra di sperimentazione di una straordinaria stagione culturale, in un andare dall'Europa all'America con Andy Warhol come protagonista e altre tendenze del tempo, con artisti che non hanno confuso l'inconsueto con l'impraticabile.

    Una esperienza straordinaria che il critico d'arte Andrea Barretta presenta al Museo della Stampa di Soncino (Cremona), a raccontare un periodo ricco di storia e storie d'arte, dal 23 agosto al 7 settembre 2025 con il patrocinio dell'Associazione Pro Loco di Soncino e la direzione di Giuseppe Cavalli. Tratti capaci di incarnare e descrivere la società di massa del Novecento, prendendo spunti da premesse artistiche, individuabili nella centralità dell'oggetto di uso comune, in una narrazione affascinante con grandi artisti.

    Infatti, basta ancora oggi dire 'anni '60' senza alcun altro riferimento che subito richiama alla mente un periodo leggendario. Anni irripetibili non solo per una logica temporale, ma per quella carica aggregativa in ogni ambito: dal sociale al politico all'economia, dalla musica alla letteratura, dal design all'arte in genere, con esperienze importanti che hanno lasciato un'orma che molti ancora seguono. La cultura artistica entra in un momento di forte creatività, supera l'informale e inizia una stagione unica, confrontandosi tra le diverse anime della Pop art italiana, da Enrico Baj a Mimmo Rotella, anticipatori di questa esperienza, allo stesso modo in cui sono

considerati Andy Warhol e Robert Rauschenberg nella cultura statunitense, fino agli animatori delle notti romane come Tano Festa, Franco Angeli e Mario Schifano. Maestri che hanno animato quel felice decennio sull'eredità delle avanguardie, cui si aggiungono altri artisti in questa mostra, come: Valerio Adami, Antonio Bueno, Mario Ceroli, Lucio Del Pezzo, Marco Lodola, Aldo Mondino, Concetto Pozzati, Joe Tilson e Vanni Viviani.

    Tra le opere in mostra ritratti di Marilyn di Warhol, con diversi colori di base, dal rosso all'arancio, azzurro e turchese. Ma perché la Monroe? Perché Marilyn incarnava lo status della celebrità e rappresentare personaggi famosi nella Pop art divenne una delle caratteristiche del movimento: è un'interpretazione dell'ossessione dei mass media. 

   La tecnica serigrafica che Warhol ha usato concentra le caratteristiche iconiche, e in mostra anche i famosi ritratti di 'Mao' e 'Lion' (1975), in edizione limitata e numerata, con firma originale e autentica. "Un leone col rossetto", con riferimento alle macchie di colore rosso acceso che l'artista disegnò sul muso dell'animale, a mo' di trucco. Tale rappresentazione sembra richiamare alla mente il volto di Grace Jones, amica dell'artista, che fu probabilmente la sua musa ispiratrice per quest'opera.

   La Pop art si mostrerà in Italia grazie alla Biennale di Venezia del 1964. Prima, negli anni Cinquanta, Baj e Rotella abbandonano il loro fare artistico, la loro precedente cifra stilistica genericamente definibile come informale, per proiettarsi negli anni Sessanta che già sentivano in una nuova creatività: Baj appunterà l'attenzione su composizioni del kitsch contemporaneo, mentre Rotella appronta i dècollage e inizia a riferirsi alle grandi icone propagandistiche. Ma nella Pop art italiana è possibile scorgere una differenza sostanziale dalle opere pop americane, ed è il radicamento della nostra tradizione pittorica ricca di memoria culturale, così diversa da quella riscontrabile in America, e poi i contenuti della pop italiana sono poetici, mentre quelli inglesi sono dati da artificiose immagini che diventano generiche in quelle americane. Ecco, allora, che Schifano nel rappresentare il consumismo del 'boom economico' italiano, in una serie di particolari ingranditi di marchi pubblicitari, non si discosta dalla pittura e la rende 'grondante' di colore materico; mentre l'opera di Franco Angeli palesa una matrice metafisica e citazioni del nostro passato, di un mondo antico, come Tano Festa e il richiamo a Michelangelo: insomma tutti assimilano e mutano il 'pop' in chiave erudita, giacché per gli artisti italiani il confronto con la conoscenza è indispensabile, aprendo una sorta di gioco con la storia dell'arte in nuce, come ricapitolazione di prime espressioni già molto rilevanti per maggiori sviluppi.

L' esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 7 settembre 2025 secondo gli orari del Museo della Stampa: dal Martedì al Venerdì dalle ore 10,00 alle ore 12,30, Sabato Domenica e Festivi dalle ore 10,00 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 19,00; nei giorni feriali è possibile, su prenotazione, la visita anche il pomeriggio telefonando allo 0374 83171 o scrivendo a: info@museostampasoncino.it


NICOLA ZACCARIA

L'amor che move

Mostra  ' L'amor che move'
   
di Nicola Zaccaria
   Si apre  Sabato 31 maggio 2025 presso il Museo della Stampa Centro Studi Stampatori
   Ebrei  Soncino un'esposizione di
fotografie che vengono stampate attraverso tecniche di   
   transfer  a contatto su diversi supporti e arricchita da interventi polimaterici e segnici,  che
   sarà  possibile visitare fino al 22 giugno 2025.

   La Mostra sarà arricchita dall'esposizione di Divine Commedie storiche dal 1500   ai giorni nostri

INAUGURAZIONE  Sabato 31 maggio 2025 ore 17,30
 Presentazione a cura di Paola Mutti.

Nicola Zaccaria. Nato a Brescia nel 1977, vive a Ghedi (BS). Si dedica alla fotografia dal 2008 prediligendo fin dagli esordi il tema introspettivo che sviluppa soprattutto attraverso portfolio fotografici. Sue personali sono state esposte in Italia e all'estero: negli ultimi anni, varcando i confini provinciali, è stato invitato nella Biblioteca comunale di Viganò (LC), al Museo Casa Francesco Datini di Prato, presso la cattedrale di San Vigilio a Trento  e alla Spectrum-Kirche di Passau. Dal 2015 è presente presso Art Hotel Museo di Prato con la camera d'autore dal titolo 'Acque di luce'. Nel 2017 una sua opera 'Il nostro passaggio' entra a far parte di  CoArtCo 'Galleria civica di arte contemporanea in Palazzo Bertazzoli, Bagnolo Mella (BS). Numerose sue opere sono presenti nella collezione dell'Associazione per l'arte Le Stelle che promuove il pensiero di san Paolo VI sull'arte. Un articolo dedicato a suoi lavori fotografici esce a luglio 2018 nella  rivista di settore Image Mag. Dal 2019 partecipa alla rassegna annuale Artista in-formato, a cura del Centro internazionale della grafica di Venezia.
Nel 2020 inizia uno sperimentalismo nello studio del pittore-incisore bresciano Luciano Pea, allontanandosi gradualmente dalla pura fotografia per intraprendere un nuovo cammino di commistione tra diversi linguaggi artistici, percorso tuttora in sviluppo. L'elaborazione creativa si colloca nel momento successivo allo scatto ovvero sulla riproduzione fotografica che viene stampata attraverso tecniche di transfer a contatto su diversi supporti e arricchita da interventi polimaterici e segnici, al servizio del messaggio sotteso.
Da qui l'idea condivisa con Fausto Moreschi, cultore di studi danteschi nonché collezionista di pregevoli esemplari di Divina Commedia, di realizzare, attraverso un vero e proprio laboratorio di ibridazione, un lavoro dedicato all'illustrazione storica del poema dantesco. 
L'azione dell'artista intende fare memoria, partendo dalla selezione tematica e riproduzione di decine di illustrazioni d'autore che si accompagnano ad una profonda analisi del testo letterario, in una sorta di graduale rivelazione dal piano fisico a quello metafisico.

 Nell'ampio panorama di immagini a disposizione, dal Quattrocento fino alla contemporaneità, Zaccaria lavora sul tema del movimento, scegliendo i traghettatori nell'Inferno, gli angeli nel Purgatorio e le figure femminili nel Paradiso: ciascuno, secondo le proprie condizioni e caratteristiche, supporta il Poeta-pellegrino nel suo cammino, metafora di una maturazione interiore dal valore universale.
L'amor che move: un percorso visivo che valorizza il patrimonio storico-letterario del poema dantesco con uno sguardo contemporaneo; figurazioni e visioni poste in relazione con l'umano sentire che il messaggio poetico e artistico esplorano e interrogano, ieri come oggi.www.fotozaccaria.com

L' esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 22 giugno 2025 secondo gli orari del Museo della Stampa: dal Martedì al Venerdì dalle ore 10,00 alle ore 12,30, Sabato Domenica e Festivi dalle ore 10,00 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 19,00; nei giorni feriali è possibile, su prenotazione, la visita anche il pomeriggio telefonando allo 0374 83171 o scrivendo a: info@museostampasoncino.it



PAOLO BARLUSCONI

Cosmogonie

   Mostra  'COSMOGONIE'
   di  Paolo Barlusconi

   Si apre  Sabato 3 maggio 2025 presso il Museo della Stampa Centro Studi Stampatori
   Ebrei  Soncino un'esposizione di
opere denominate Lasergrammi poiché realizzate
   impressionando l'effetto della scomposizione di un raggio laser su carta fotosensibile che sarà
  possibile visitare fino al 25 maggio 2025.

   INAUGURAZIONE Domenica  4 maggio 2025 ore 11,00
   Presentazione a cura dell'arch. Michele Caldarelli.

 Paolo Barlusconi, nato a Guanzate (Como) nel 1951, artista interdisciplinare, non ancora ventenne inizia la propria avventura artistica, caratterizzata da una continua ricerca di nuovi linguaggi e materiali. Gli esordi, per un breve periodo, possono essere riferiti all'area metafisico-surrealista ma successivamente sviluppa una propria poetica, incentrata sull'uso dei materiali e degli oggetti come elementi costitutivi dell'opera.Intraprende in parallelo gli studi tecnici, conseguendo la laurea in ingegneria e caratterizza sempre più la propria ricerca secondo un'ottica multimediale che costituisce elemento fondamentale del suo operare: pittura, opere tridimensionali, installazioni, fotografia. Negli anni '80 inizia la sperimentazione con nuove tecnologie, prima fra tutte quella laser e intraprende una ricerca sulla luce che tuttora rappresenta elemento importante della sua attività artistica. Si interessa anche della teoria scientifica del Caos, esplorandone le valenze poetiche. La ricerca più recente è incentrata sulla sintesi di materia e luce, anche in opere e strutture di grandi dimensioni; la serie intitolata 'Cosmogonie', attualmente in fase di realizzazione, rappresenta l'interesse dell'artista per il grande mistero dell'uomo nell'universo. Espone dal 1975 in Italia e all'estero.
Nel 2007 ha partecipato alla LII edizione della Biennale di Venezia.

Michele Caldarelli, nato a Milano nel 1950, si è laureato in architettura presso il Politecnico di Milano. Dal 1977 è direttore artistico della galleria d'arte 'Il Salotto' di Como. Oltre alla presentazione critica di numerose rassegne personali di artisti contemporanei, ha al proprio attivo l'organizzazione di un centinaio di mostre di argomento tematico, molte delle quali di carattere interdisciplinare, presentate in Italia, Europa, Stati Uniti e Sud America. Come giornalista e critico d'arte dal 1984, ha collaborato in ambito interdisciplinare con quotidiani e riviste di settore. Dal 1996 è responsabile dello sviluppo del sito Internet Archivio Attivo Arte Contemporanea http: //www.caldarelli.it da lui creato. Dal 2005 cura lo sviluppo del progetto 'Cosmogonie', con l'intento programmatico di sviluppare un clima di sinergia possibile fra le arti e le scienze. 

L'argomento del progetto Cosmogonie è il Cosmo. Un cosmo inteso come multiverso visto, letto e interpretato mettendo a confronto le più diverse teorie che via via vengono raccontate e spiegate in occasione di incontri, manifestazioni e convegni a carattere interdisciplinare.L'intento programmatico del progetto, ancora una volta rinnovato nei suoi contenuti e qui a Soncino per la sua trentaduesima tappa espositiva, è quello di sviluppare un clima di sinergia possibile fra le arti e le scienze che non trascuri alcuna disciplina e ne favorisca ispirazione reciproca proponendo interventi di fisici, astronomi, matematici, architetti, poeti, filosofi, astrofisici, botanici.Le opere esposte sono denominate Lasergrammi poiché realizzate impressionando l'effetto della scomposizione di un raggio laser su carta fotosensibile. Si vuole, con esse, proiettare virtualmente l'osservatore nel centro del Cosmo e simultaneamente in quello della terra.
Si ricalcano, in questo modo, da un lato un'esperienza di viaggio mistica come immaginata da Athanasius Kircher nell'Iter Extaticum e nell'Ars Magna Lucis et Umbrae, e dall'altro gli studi di ottica in ambito scientifico, dalle prime osservazioni col cannocchiale di Galileo alle esperienze di Angelo Secchi fondatore della spettroscopia astronomica, alla teorizzazione della espansione del Cosmo di Hubble e allo studio del Big Bang.I materiali usati per realizzare le opere 3D sono oggetti semplici prodotti da automatismi meccanici.Oggetti figli di un'idea, di un principio di utilità o di bellezza, di un "a priori" intelligente che ne ha permesso l'esistenza anche se effimera.Ciò che interessa l'autore è la genesi della forma nella sua essenza di intelligenza primaria, pre-formante. I rapporti di proporzione armonica sono, coerentemente e di conseguenza, fondamentali in ogni sua composizione dove tutto si confronta con le misure perfette del quadrato o della sezione aurea. La spirale logaritmica, che sottende la fillotassi nel mondo vegetale, definisce le superfici dei pannelli rettangolari su cui lavora o governa la distribuzione degli elementi su di essi mentre il cerchio, duplice nella sua natura simbolica e ampiamente saggiato nelle opere più recenti, fa da limite concettuale e ideale al rapportarsi della visione di un universo perfetto, misurabile ed esperibile, con quella di un cosmo infinito ed in continuo divenire.
La presenza presso il Museo della Stampa di Soncino vuole essere un omaggio alla Famiglia dei Soncino (che fra i primi utilizzarono le innovazioni tecnologiche della stampa) proponendo qui un esempio innovativo nell'utilizzo della stampa fotografica, con particolare riferimento alla luce e all'esperienza della scienza catottrica/diottrica, come mezzo espressivo e contemporaneamente esperienza simbolica.L' esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 25 maggio 2025 secondo gli orari del Museo della Stampa: dal Martedì al Venerdì dalle ore 10,00 alle ore 12,30, Sabato Domenica e Festivi dalle ore 10,00 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 19,00; nei giorni feriali è possibile, su prenotazione, la visita anche il pomeriggio telefonando allo 0374 83171 o scrivendo a: info@museostampasoncino.it



RICCARDO BOZUFFI

La Natura immaginata

 
 Mostra  'La natura immaginata:
 SONCINO E OLTRE'
  di RICCARDO BOZUFFI

   Si apre Domenica 6 aprile 2025 presso il Museo della Stampa Centro Studi
   Stampatori Ebrei      
   Soncino un'esposizione di acquarelli il cui tema principale è la natura e
   Soncino
 che sarà   
   possibile visitare fino al 27 aprile 2025.

   INAUGURAZIONE Domenica  6 aprile 2025 ore 17,30
   Presentazione a cura del critico d'arte dott. Simone Fappanni.

 

Dal 6 al 25 aprile Riccardo Bozuffi presenta una serie di acquerelli in cui esprime tutto il suo amore per la natura. Punto ideale di partenza di questa rassegna è Soncino e i suoi scorci, ammantati da un raro fascino, ripresi secondo raffinati acquerelli che ne sondano le atmosfere, le luci e i colori. Ma la rassegna pone in risalto anche altri temi e soggetti naturalistici dell'artista, sempre eseguiti attraverso i pigmenti ad acqua.
Figlio d'arte, il padre Sergio è stato fra i maggiori restauratori lombardi, già da giovanissimo la passione per il disegno e la pittura portano Bozuffi a frequentare la bottega d'arte di famiglia dove negli anni matura la sua vena creativa.
Conosce vari esponenti della pittura italiana che contribuiscono ad accrescere la sua passione per le diverse tecniche, come l'olio, l'acrilico, la tempera, l'acquerello e il trompe l'oeil.
I viaggi compiuti negli anni e i paesaggi visitati sono da spunto per le sue innumerevoli opere ad acquerello.

La critica ha particolarmente evidenziato la sua facilità ed immediatezza esecutiva, quasi come naturale conseguenza di una dote innata.

Tiene corsi d'arte, soprattutto rivolti ai bambini. Ha esposto con successo in importanti sedi fra cui quelle dell'Accursio di Milano, dell'Officina dell'Arte di Piacenza, dell'Adafa di Cremona e dello Spazio Arte di Castell'Arquato (Pc).
Recentemente è stato fra i protagonisti di un'importante esposizione a Cagliari.

Riccardo Bozuffi riesce a definire, con brillante apertura immaginativa, il fascino di paesaggi senza tempo, sospesi fra realtà e immaginazione, capaci di entrare immediatamente 'in dialogo' con l'osservatore».
 (Simone Fappanni)

L' esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 27 aprile 2025 secondo gli orari del Museo della Stampa: dal Martedì al Venerdì dalle ore 10,00 alle ore 12,30, Sabato Domenica e Festivi dalle ore 10,00 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 19,00; nei giorni feriali è possibile, su prenotazione, la visita anche il pomeriggio telefonando allo 0374 83171 o scrivendo a: info@museostampasoncino.it



MOSTRA COLLETTIVA

DONNE D'ARTE

   Mostra  ' DONNE D'ARTE':
 COLLETTIVA DEDICATA ALL'ARTE IN ROSA

 Si apre Sabato 9 marzo 2025 presso il Museo della Stampa Centro Studi Stampatori Ebrei      
 Soncino un'esposizione
collettiva dedicata a pittrici e grafiche contemporanee con opere a tema libero    
 che
sarà possibile visitare fino al  30 marzo 2025.

   INAUGURAZIONE Domenica  9 marzo 2025 ore 17,00
 Presentazione a cura del critico d'arte dott. Simone Fappani.

 

    Si potranno ammirare le opere di Emanuela Terragnoli, Annunciata Cusumano, Emma Azzi, Loredana Fantato, Maria Cavaggioni, Maria Camilla Rita Rap, Silvia Pastano, Enrica Groppi, Elena Bianchi, Marinella Ferrero, Nicoletta Reinach Astori, Mirella Valenti e Lorella Facchetti, improvvisamente scomparsa a fine gennaio ma i cui lavori, grazie alla sensibilità dei famigliari, sono comunque esposti, così come avrebbe voluto la nota pittrice bresciana. «L'arte al femminile 'spiega Fappanni 'compone idealmente una delle pagine più dense e significative dello sviluppo della creatività nel campo delle Beaux Arts. Tuttavia, per ragioni storiche e sociali è stata rivalutata solo in un'epoca relativamente recente. Per queste ragioni in questa mostra sono state invitate soltanto donne che si dedicano, con passione e trasporto all'arte. Il loro estro e la loro creatività riescono a portare alla ribalta soggetti e temi alquanto eterogenei che consentono di svolgere una interessante riflessione sull'esistenza. Fra colori, forme e materie si sviluppa, dunque, una rassegna che consente anche a un pubblico non specialista di apprezzare».  Le donne hanno sempre avuto una grande passione per l'arte e molte di loro hanno cercato di coltivarla nonostante le difficoltà. Nonostante ciò, le donne sono riuscite a emergere e a diventare artiste di successo; tra queste, spiccano i nomi di Frida Kahlo, Mary Cassatt, Artemisia Gentileschi, Berthe Morisot e molte altre. Ecco allora che gli stili, diversi ed eterogenei, delle protagoniste di questa rassegna, risultano estremamente intriganti e suggestivi, sia che si tratti di soggetti figurativi che lavori astratti, eseguiti con varie tecniche, che comprendono anche l'utilizzo di strumentazioni informatiche, oltre a tecniche tradizioni, fra cui l'olio, l'acquerello, la tempera e la tecnica mista, in cui vengono talvolta utilizzati anche materiali di recupero. Si tratta, quindi, di un interessante caleidoscopio di immagini che si caratterizzano per una spiccata originalità e per una ricerca, continua e appassionata, di misure compositive tese a esprimere sensazioni ed emozioni profonde. 

L' esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 30 marzo 2025 secondo gli orari del Museo della Stampa: dal Martedì al Venerdì dalle ore 10,00 alle ore 12,30, Sabato Domenica e Festivi dalle ore 10,00 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 18,00; nei giorni feriali è possibile, su prenotazione, la visita anche il pomeriggio telefonando allo 0374 83171 o scrivendo a: info@museostampasoncino.it



GIORNATA DELLA MEMORIA

La Rosa Bianca

"Weise Rose" '"Rosa Bianca"

 Nel momento di massima ferocia del regime nazista, un gruppo di studenti dell'Università di Monaco di Baviera di diversa estrazione sociale distribuisce, tra l'estate del 1942 e il febbraio del 1943, alcune serie di volantini firmati "Weise Rose" '"Rosa Bianca".

l nucleo del gruppo, stanziato a Monaco di Baviera, è costituito da Hans Scholl, sua sorella Sophie, Alexander Schmorell, Willi Graf, Christoph Probst e Kurt Huber: quest'ultimo, docente universitario e stimato musicologo, si unisce al gruppo dopo la sconfitta di Stalingrado e contribuisce personalmente all'attività di contropropaganda.
Il gruppo mette a punto un pericoloso sistema clandestino attraverso il quale i membri dell'organizzazione tentano di sabotare il regime di Hitler. In particolare, sono soliti stampare e diffondere volantini che incitano i loro connazionali a ribellarsi e resistere al nazionalsocialismo in nome della libertà e della fratellanza tra i popoli. Così al primo volantino del giugno 1942, ne seguono altri cinque, fino al 18 febbraio 1943. A quel punto, però, i giovani fratelli Scholl (tra i maggiori esponenti del gruppo) sono scoperti e arrestati presso l'Università di Monaco di Baviera. In capo a poco tempo, anche gli altri componenti dell'organizzazione vengono arrestati dalla Gestapo, processati e condannati alla pena capitale.
la loro vicenda resta un fulgido esempio di altruismo e abnegazione, preziosa testimonianza di un impegno civile al servizio della dignità umana.

I miei fratelli Hans e Sophie hanno difeso una cosa normale, sono scesi in campo per una cosa semplice: per i diritti e la libertà dei singoli, per la loro libera evoluzione e per il loro diritto a una vita libera. Non si sono sacrificati per un'idea fuori del comune, non perseguivano grandi scopi. Ciò a cui aspiravano era che gente come te e me potesse vivere in un mondo umano. Il vero eroismo consiste forse proprio nel difendere con costanza la vita quotidiana, le cose piccole e ovvie» (Inge Scholl ).

La fondazione Weiße Rose (Rosa Bianca) è stata costituita nel 1986 a Monaco di Baviera da componenti e superstiti del gruppo e da parenti e amici dei membri giustiziati, in particolare Franz Josef Müller e Traute Lafrenz, con il compito per statuto di commemorare la resistenza della Rosa Bianca contro la dittatura nazionalsocialista, onorare i suoi protagonisti e promuovere il coraggio civile, la responsabilità personale e la consapevolezza democratica. Ciò include anche la presa di posizione contro l'estremismo, l'antisemitismo e il razzismo.
E' un'organizzazione registrata senza scopo di lucro sostenuta da numerosi amici e sponsor.
 Oltre ai finanziamenti pubblici della comunità delle città associate alla Rosa Bianca (Monaco, Amburgo, Saarbrücken, Friburgo, Ulm, Berlino e Gräfelfing) e del Ministero dell'Istruzione e degli Affari Culturali dello Stato bavarese, si basa su donazioni per svolgere i propri compiti.

La Fondazione svolge questo compito gestendo il Memoriale della Rosa Bianca nell'atrio della LMU di Monaco di Baviera, nonché con mostre itineranti, eventi e progetti storico-didattici sulla Rosa Bianca. Una preoccupazione particolare è quella di preservare l'eredità del gruppo di resistenza.
La Weiße Rose Stiftung e.V.
La sua presidente è attualmente la signora dott. Hildegard Kronawitter.

L'attuale mostra permanente è stata inaugurata il 18 febbraio 2017.

La mostra è diventata anche itinerante tradotta in diverse lingue fra cui l'italiano e gira in forma simile negli USA, Francia, Spagna, Polonia e Israele.

Ringraziamo di cuore la Fondazione 'La Rosa Bianca' che ha voluto mettere a disposizione la Mostra itinerante alla nostra Associazione/Museo della Stampa.

La mostra, allestita presso l'ex Filanda Meroni, a Soncino,  verrà inaugurata Sabato 25 gennaio 2025 alle ore 17,00 e rimarrà visitabile fino al 9 febbraio 2025 secondo i seguenti orari:
Dal Martedì al Venerdì 10,00-12,30 il pomeriggio su prenotazione telefonando allo 0374-83171 Sabato e Domenica dalle 10,00 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 18,00.

Nella giornata di Martedi 28 gennaio, presso la sala Convegni dell'ex Filanda Meroni, al mattino riservato agli studenti dell'I.C. Giovanni XXIII di Soncino e la sera aperto a tutti, il giornalista, scrittore, già direttore del quotidiano indipendente del Trentino Alto Adige, 'L'Adige',  Paolo Ghezzi, considerato uno dei massimi conoscitori della 'Rosa Bianca', avendo scritto due libri sull'argomento, racconterà le vicende di quel gruppo di studenti che si ribellarono all'oppressione nazista.

 Giuseppe Cavalli (Cons. delegato al Museo della Stampa Centro Studi stampatori Ebrei Soncino)

 


ASSOCIAZIONE ITALIANA EX LIBRIS

Le Donne negli ex Libris


     Mostra  'Le Donne negli ex Libris'
a cura dell'Associazione Italiana ex Libris

     Si apre Sabato 1 febbraio 2025 presso il Museo della Stampa Centro Studi Stampatori Ebrei di Soncino un'esposizione con un centinaio di Ex libris raffiguranti le Donne che sarà possibile visitare fino al 2 marzo 2025.

     INAUGURAZIONE Sabato 1 febbraio 2025 ore 17,00
Presentazione a cura del  dott. Marco Franzetti.

 L' A.I.E., nata nel 1986 senza scopo di lucro ha l'obiettivo di promuovere e sviluppare la diffusione dell'ex libris, ovvero un'etichetta personalizzata con un disegno non necessariamente artistico e che porta inciso il nome e il cognome del titolare di una raccolta di libri.

L'associazione promuove  l'ex libris nelle sue diverse tecniche incisorie e della piccola grafica, mediante l'esercizio di attività culturali ed artistiche e della pubblicazione e diffusione della rivista "l'ex libris italiano".
Nel tempo la concezione dell'ex libris si è modificata; oggi alla funzione originaria di contrassegno di proprietà libraria si è sostituita quella di 'piccola grafica d'arte dedicata'. 

Quest'anno grazie alla ricchissima collezione della Biblioteca di Bodio Lomnago siamo riusciti ad organizzare una Mostra sulle 'Donne negli ex libris'.
'Donna, mistero senza fine bello!' scriveva il poeta Guido Gozzano: l'universo femminile ha sempre incantato e ispirato scrittori, pittori, incisori, scultori che da quel 'mistero' hanno attinto per creare opere diventate immortali a partire dai miti  Greci e Romani fino ai giorni nostri.
E' con grande soddisfazione che accogliamo questa serie di oltre 100 opere  di artisti italiani e stranieri nelle sale del Museo della Stampa;  ringrazio il dott. Marco Franzetti, il sig. Franco Contini che  hanno incorniciato le opere e  la presidente dell'Associazione dott.ssa  Antonella Mensi.

L' esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 2 marzo 2025 secondo gli orari del Museo della Stampa: dal Martedì al Venerdì dalle ore 10,00 alle ore 12,30, Sabato Domenica e Festivi dalle ore 10,00 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 18,00; nei giorni feriali è possibile, su prenotazione, la visita anche il pomeriggio telefonando allo 0374 83171 o scrivendo a: info@museostampasoncino.it


Giuseppe Cavalli                

cookie policy web design: www.fabriziofacciocchi.com Museo della Stampa - Via Lanfranco, 6 - 26029 - Soncino (Cr) - Tel. 0374 83171

Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy

Accetta